(Italiano) Mi Ricordo…

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winter italyMi ricordo…..
Sarò anche di parte ma gli elementi sono abbastanza oggettivi.
Juliana Buhring nel luglio 2012, dopo solo 8 mesi di preparazione – precedentemente non era mai andata in bici – e dopo solo 10 giorni ,in assoluto, su una bici da corsa parte per il Giro del Mondo in Bici. Le premesse sembravano entusiasmanti. Una madrina d’eccezione e un agente professionista erano decisi a portare il personaggio di Juliana in alto , dal punto di vista mediatico, ed assicurare il successo del giro. Le chiedevano di aspettare un anno per preparare bene la partenza e il fisico. Di aspettare il momento giusto per il clima, la pubblicità e gli sponsor. Doveva aspettare un anno per preparare un team di supporto medico e logistico per evitare inconvenienti sulla strada. Poteva aspettare…. Mi ricordo di una Juliana depressa, scocciata, scalpitante incosciente. Mi ricordo di Juliana che rinuncia al compromesso. Mi ricordo di un solo obiettivo, l’avventura. E avventura sia !
Mi ricordo le mie telefonate quotidiane. Mi ricordo quando non rispondeva. Quando il Gps lampeggiava nel bel mezzo del nulla. Mi ricordo Google Maps per cercare di capire quanto sola fosse al mondo. Mi ricordo quando mi diceva che pioveva a dirotto e che nelle campagne americane non c’era riparo. Mi ricordo il soffio del vento nel telefono e la sua voce nervosa. Mi ricordo quando pianse per il forte vento. Mi ricordo quando pianse per la gioia di aver scalato una montagna. Mi ricordo quando si perse in Nuova Zelanda e fu salvata da due vecchietti in camper che la ospitarono in cima a una montagna. Mi ricordo la mia ansia nel pensarla da sola. Mi ricordo che mi diceva di aver bisogno di parlare con qualcuno perché non lo faceva da diversi giorni. Mi ricordo quando dopo due mesi la rividi in Australia con tanti kili in meno e 13000 km in più. Mi ricordo che non voleva darmi i bagagli,” Non voglio barare, il viaggio è mio “. Mi ricordo l’India. Mi ricordo quando mi chiama da una strada indiana dicendomi che stava male e mi pregava di aiutarla in qualche modo. Mi ricordo la nottata trascorsa litigando con gli alberghi più vicini a lei cercando di convincerli raggiungerla e salvarla dalla strada. Mi ricordo che non mi rispondeva al telefono perché fermarsi sulla strada equivaleva a circondarsi di dozzine di uomini curiosi e non. Mi ricordo la sua voce tremante per 100 km con la diarrea per raggiungere quello stesso hotel. Mi ricordo che non riusciva a trovare acqua e cibo. Mi ricordo quando la riabbracciai in Montenegro e aveva perso 10 kili. Mi ricordo quando entrò in Italia accompagnata da una tempesta di neve a -9 gradi. Mi ricordo la sua stanchezza. Mi ricordo le sue parole “ Imagine a nice bath tonight”. Mi ricordo la sua puzza , i suoi vestiti distrutti e i suoi geloni ai piedi. Mi ricordo che disse “Se fossi stata accompagnata non sarebbe stata un’avventura, ho visto il mondo, l’ho vissuto davvero .”.
Mi ricordo la sua voce in un mattino di Giugno 2013 “ Ce l’abbiamo fatta, sono ufficialmente la prima donna a ricevere il Guinness World Record per aver circumnavigato il globo in bici”.
Sono di parte ma una gara va confrontata ad armi pari. Mettete i bagagli sulla bici , abbandonate il team e tornate a casa dal lato opposto dal quale siete partiti. Fatelo in meno di 152 giorni e avrete battuto il suo record.
Antonio Zullo (manager logistico di Juliana Buhring)